MyTI main sponsor di Wonderland Festival

Ricerca e verità: la nuova stagione di «Wonderland»

 

  • Corriere della Sera (Brescia)
  • 14 Nov 2017
  • di Nino Dolfo

Speak the Truth! (Di’ la verità) è il tema della sesta edizione di Wonderland Festival (23 – 3 dicembre) che animerà gli spazi di Mo.Ca. e Teatro S.Afra. La frase-aforisma posta in esergo e solo siglata (O.F.) appartiene a Oriana Fallaci, giornalista scomoda che ancora oggi alla sinistra bigotta procura l’orticaria. Segue, sul programma, ampio stralcio di M.Foucault, che è più bipartisan. Davide D’Antonio, direttore artistico, non rinuncia all’ironia durante la conferenza stampa e ribadisce che la verità è un imperativo civile e morale in un mondo sempre più inibito da censure e compromessi. «Wonderland» è la kermesse del teatro altro, che fa della provocazione intelligente il suo fiore all’occhiello, come hanno riconosciuto il vicesindaco Laura Castelletti e il presidente di fondazione Asm, insieme a fondazione Cariplo e Mibact-Regione Lombardia (main sponsor Myti Software). Lo testimonia la stessa immagine di copertina dell’artista-fotografo Dorothy Bhawl. Sono 31 gli appuntamenti distribuiti per 8 giornate. Tra gli spettacoli di spicco, in anteprima assoluta «Educazione transiberiana — Terza tappa», il nuovo lavoro di Davide Carnevali, drammaturgo due volte Premio Riccione, che propone una demistificazione della pedagogia manipolatoria, facendo il contropelo a Peppa Pig e Holly e Benji; lo spettacolo «Opera sentimentale» di Angius/Festa feat Woody Neri su testo di Camilla Mattiuzzo, vincitrice del bando Nuova drammaturgia Nuova 2017; «Sorry, Boys» di e con Marta Cuscunà, terza parte della sua «Trilogia sulle Resistenze femminili»; «Mio eroe »di Giuliana Musso, consacrata Premio Hystrio; «Prima della bomba» di Cèsar Brie, grande teatrante argentino fondatore della Comuna Baires; «Fail» della bresciana Francesca Franzè, vincitrice ultimo Premio Petroni. Molte le iniziative di contorno. Singolari i «5 minutes» in cui sei compagnie cercheranno di interpretare il tema del violento sradicamento dalla terra di appartenenza: il roofknocking, la discussa tecnica che l’esercito israeliano usa a Gaza per avvertire i civili prima degli attacchi. Ancora, la sezione «Discoveryland» dedicata ai gruppi emergenti, il progetto «Wonderland Critic» e i «Dopofestival» con scambi di idee e libagioni. Info: 030291592.

MyTi - Come si risolve un problema con la Intelligenza Artificiale - Il configuratore di prodotto

Intelligenza artificiale : soluzioni in cerca di problemi

Recentemente siamo stati invitati ad un evento organizzato per fare incontrare aziende operanti nel settore IT e clienti. Ci hanno chiesto di parlare della nostra esperienze nell'utilizzo della Intelligenza artificiale.

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Quest'anno MyTI ha festeggiato i 10 anni. Siamo nati e cresciuti nel peggior periodo economico della storia della IT, senza appoggiarci ad alcun grande vendor ma offrendo solo ed esclusivamente il nostro lavoro e la nostra competenza.

Dalle nostre parti, le Piccole e medie imprese guardano alla Intelligenza Artificiale come ad una soluzione in cerca di problemi.  Molto se ne parla, i grandissimi la usano ormai in modo strutturale ma i piccoli e medi ancora non capiscono come e dove applicarla.

Il nostro approccio a queste tecnologie é quello pragmatico dell'utilizzarle quando servono, se servono e solo dopo averle valutate insieme ad altri approcci.

Siamo giunti a fare un progetto di Intelligenza Artificiale  all'interno di uno dei nostri percorsi di innovazione condivisi con il cliente.

Myti e i percorsi di innovazione

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la realizzazione di software è principalmente un processo di condivisione

Abbiamo imparato ad avere un approccio  che ci consente di condividere gli obbiettivi del cliente e i limiti imposti (economici, tecnici, organizzativi), mediante un project management "morbido" che consente la crescita di tutto il gruppo coinvolto, fornendo anche competenze di sviluppo, scouting delle migliori tecnologie oltre che interaction design “strutturale” al progetto.

Un esempio: il percorso verso un configuratore di prodotto basato su Intelligenza Artificiale

Presentazione Myti 2017_Iefficiency_redesign-1.jpg

"Vorremmo

un sistema che consenta ai nostri clienti B2B di configurare il prodotto prima di metterlo in ordine”

Questa la richiesta che ci ha fatto una azienda che era già nostro cliente (per la quale stavamo gestendo il portale B2B).

La azienda che è una delle più importanti del Triveneto, si occupa della realizzazione di una gamma completa di soluzioni per l'industria Oil & Gas su ambito mondiale. E' una azienda LEAN completa ed ha un comparto IT di elevata cultura e competenza.

Come tale si era già preparata un piano di produzione del sistema per la configurazione .

Di seguito gli assunti base:

... i prodotti acquistabili sono divisi in parecchie famiglie e i criteri di selezione degli attributi dipendono da formule fisiche e chimiche complesse

... il numero di opzioni richieste all'utente sono molto variabili da prodotto a prodotto.

... le competenze per la configurazione sono derivanti da anni di esperienza e risiedono in poche persone, i tecnici ci laboratorio,  dello staff .

... le configurazioni possono cambiare nel tempo ed affinarsi man mano che si eseguono test di laboratorio sui prodotti

E questo il piano di progetto in pillole : 

... bisogna scrivere un programma per ogni prodotto

… dobbiamo conivolgere pesantemente i tecnici di laboratorio nello sviluppo del software

… ci vorranno 12-18 mesi per i primi 4 prodotti

… alla fine avremo 2/3 programmatori a tempo pieno per la manutenzione e la aggiunta continua di tutti i prodotti

Il cliente ci ha quindi chiesto se avevamo sviluppatori da fornirgli.

"Certo - abbiamo detto - ma forse c'è un approccio migliore..."

Il percorso condiviso

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Questa la nostra proposta alternativa:
"Questo è un problema “standard” di intelligenza artificiale.
Coinvolge la branca della I.A. che definisce i Sistemi Esperti
Esistono molte tecnologie di Sistemi Esperti sul mercato.
Ne proviamo qualcuna?"

Siamo partiti dalla individuazione di tecnologie di configurazione dei prodotti, per capire che esistono parecchi approcci al problema.

Configuratori basati su vincoli, Configuratori sequenziali, Configuratori basati su relazioni: sono tutti sistemi che partono dall'ipotesi che il prodotto finale della configurazione sia dato dalla combinazione di opzioni o componenti preesistenti alla configurazione. Caso differente di quello che dovevamo risolvere.

Nel caso del nostro cliente, la necessità era quella di dimensionare il prodotto oltre che di comporlo.

Per questo, concordemente con il cliente abbiamo compreso che la migliore rappresentazione del problema fosse quella del configuratore di prodotto basato su regole.

La scelta di Drools come motore di regole è stata fatta successivamente allo sviluppo di un prototipo di validazione su un caso complesso e caratteristico della configurazione.

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Il gruppo di lavoro

In qualunque percorso di innovazione che funzioni, la definizione del gruppo di lavoro è fondamentale.

In questo caso il gruppo ha coinvolto, oltre a noi, un tecnico di laboratorio del cliente e uno sviluppatore junior che ha imparato con noi a scrivere le regole.

Un progetto di Intelligenza Artificiale che si basi sui sistemi esperti richiede anche la definizione di una metodologia che consenta ad un esperto della materia di comunicare ai tecnici che scrivono le regole le sue conoscenze. Così da poter istruire il sistema.

La definizione delle modalità di comunicazione tra i componenti del gruppo é stato fondamentale. Per semplificare il tutto ci si è basati su fogli excel che rappresentassero il funzionamento delle regole e flowchart a matita. 

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Alla fine del progetto in 6 mesi (contro i 18) avevamo configurato 15 prodotti (contro i 4) e creato un gruppo funzionante che comprendeva l'impegno di 1 gg la settimana di un tecnico e uno sviluppatore interno del cliente.

Il cliente é ora totalmente autonomo nella redazione di nuove configurazioni.

Qui potete vedere il risultato del progetto, che ovviamente, ora è un prodotto: MyTI Sizer

Qui ne avevamo già parlato 

MyTI sponsorizza il 1° "Festival della Missione"

Festival della Missione

MyTI ha con gioia sponsorizzato un grande evento avvenuto a Brescia a metà ottobre 2017: la prima edizione del "Festival della Missione". I valori nei quali MyTI si riconosce e crede profondamente come la responsabilità sociale d'impresa, la ricchezza della diversità umana, lo sviluppo imprenditoriale al servizio dell'uomo, la libertà e la condivisione, hanno direttamente motivato la scelta di dare un piccolo contributo a questa grande iniziativa. 

Risultati oltre le più rosee aspettative per la prima edizione del Festival della Missione, svoltosi a Brescia dal 12 al 15 ottobre: alcuni numeri e il bilancio dei promotori

Con il dialogo fatto di note e parole tra Davide Van de Sfroos e padre Franco Mella, si è concluso il Festival della Missione e ora è tempo di bilanci. Dalla sera di giovedì a quella di domenica si sono susseguiti più di 30 eventi, fra tavole rotonde, concerti, rappresentazioni teatrali e spettacoli, a cui vanno aggiunte le 22 mostre collegate al Festival e gli incontri nello Spazio Autori. Oltre 80 gli ospiti coinvolti, alcuni arrivati dall'estero: religiosi e religiose, tre cardinali e diversi vescovi, ma anche protagonisti della cooperazione internazionale, scrittori, giornalisti, studiosi e artisti.
Straordinaria la partecipazione di pubblico per un Festival alla sua prima edizione: circa 15mila le presenze negli eventi al chiuso, compresi coloro che hanno visitato le mostre disseminate in vari luoghi della città e in provincia. Gli incontri svoltisi in Università Cattolica, nel prestigioso Salone Vanvitelliano e all’Auditorium San Barnaba hanno fatto registrare, nella quasi totalità dei casi, il tutto esaurito, così come il concerto dei The Sun all’ex PalaBrescia.
A questo numero va aggiunto quello, difficilmente stimabile, di coloro che hanno assistito agli eventi in piazza: dagli spettacoli di animazione di strada alle esibizioni corali (quello del Coro Elykia, domenica mattina, ha riempito la piazza Paolo VI), per arrivare agli "aperitivi con il missionario", una proposta che ha suscitato grande interesse.
Tangibile la soddisfazione dei promotori. Secondo suor Marta Pettenazzo, presidente della CIMI (Conferenza degli Istituti missionari italiani), «il Festival ha raggiunto e oltrepassato le ragioni e gli obiettivi per cui l’abbiamo caldamente promosso In particolare mi piace sottolineare un elemento: il Festival è stato uno strumento e un segno tangibile di comunione e di sinergia. Al di là delle normali e necessarie discussioni per arrivare a intese condivise, lo spirito di comunione tra i diversi organismi e persone che vi hanno lavorato non è mai mancato. Questo è un grande obiettivo raggiunto, un “processo avviato” che difficilmente potrà essere bloccato. Insieme si può, anzi si deve».
Sulla stessa linea don Michele Autuoro, direttore della Fondazione Missio (organismo pastorale della CEI): «Il Festival è stata un'esperienza straordinaria di comunione, dal Sud al Nord dell'Italia con quanti credono che solo la missione realizza appieno la Chiesa di Gesù. Una missione ad gentes paradigma di tutta la pastorale. Una comunione che abbiamo sperimentato anche con i tanti ospiti venuti da vari luoghi del mondo e con la Chiesa di Brescia e le sue istituzioni. Questa comunione è la sola che, come ci ha ricordato mons. Galantino nell'omelia di domenica, in un mondo lacerato e diviso può testimoniare la bellezza e la gioia del Vangelo, parola di vita e di senso per ogni uomo e donna ai crocicchi delle strade per invitarli alla festa e al banchetto dove nessuno è escluso».

Chi ha visto crescere il Festival giorno per giorno, nei lunghi mesi preparatori, è stato don Carlo Tartari, direttore del Centro Missionario di Brescia: «Le migliaia di persone che hanno partecipato ci testimoniano il fatto che la missione è capace ancora oggi di interpellare le coscienze, suscitare dibattito, attrarre interesse. Abbiamo provato, attraverso linguaggi diversi, a ridire la missione di annuncio e testimonianza del Vangelo che da duemila anni Gesù consegna ai suoi discepoli. La sfida ora è proseguire questo itinerario con consapevolezza e responsabilità».
«Soddisfazione e gioia» sono i sentimenti con i quali il direttore artistico, Gerolamo Fazzini, saluta la prima edizione del Festival della Missione: «Soddisfazione perché l’evento è stato percepito per quel si voleva fosse, ossia un’espressione di “Chiesa in uscita” che va nelle piazze, provando a parlare i diversi linguaggi della gente. Gioia perché a Brescia si è assistito a una festa vera, segnata da un clima di condivisione e di allegria palpabile, e, insieme, perché “Mission is possible” è stato un festival “diverso” dai tanti di cui pullula l’Italia. Diverso per la dimensione della preghiera come filo conduttore costante, per l’attenzione alle periferie (memorabile l’incontro in carcere), per la mobilitazione di tante realtà che hanno permesso di accogliere centinaia di persone a Brescia, per la valorizzazione di progetti-segno per i quali si è chiesta la solidarietà dei partecipanti». Ma la gioia più grande - conclude Fazzini - consiste nella sensazione che «ora il mondo missionario ha forse ritrovato, dopo questa scommessa vinta, una carica di entusiasmo in più per provare a comunicare la missione di sempre in modo nuovo».

Tutta la manifestazione è stata coordinata da: Elisa Lancini, responsabile organizzativo e logistica affiancata da Alberto Vanoglio, Veronica Monti, Tommaso D’Angelo; Stefano Femminis, responsabile della comunicazione, don Roberto Ferranti e Annarita Turi, responsabili dell'accoglienza, suor Antonia Dalmas, suor Briseida Cotto Ayala e padre Piero Demaria per l'animazione liturgica, Eleonora Borgia e Giovanni Rocca, responsabili per i giovani, Claudio Treccani e don Giovanni Milesi per il settore Scuole e Università.  La segreteria organizzativa era composta da: Chiara Gabrieli, Andrea Burato, Maurizio Tregambe e Raffaella Sousa. Hanno contribuito all’iniziativa oltre 50 volontari e gli studenti del corso “Teorie e tecniche del giornalismo a stampa” della Università Cattolica di Brescia, coordinati da Marco Meazzini.

Il Festival della Missione è stato reso possibile anche grazie al contributo di diversi sponsor e sostenitori - in particolare Fondazione Cariplo -, partner e mediapartner. Si ringraziano inoltre la EMI (Editrice Missionaria Italiana), il Suam (Segretariato unitario per l’animazione missionaria), l'Università Cattolica e l'Università degli Studi di Brescia e i bar del centro che hanno aderito all'iniziativa dell'aperitivo con il missionario; per il patrocinio, il Comune di Brescia, la Provincia di Brescia e la Regione Lombardia.

Myti: come innovare insieme ai propri clienti - ZeounoWeb 17 Ottobre 2017

 

 

Zerouno Web - 17 Ottobre 2017

Da un motore di ricerca “enterprise” per repository aziendali a un configuratore di prodotto basato su tecnologie di intelligenza artificiale, Myti ha sviluppato, attraverso la collaborazione con i propri clienti, una serie di soluzioni volte a supportare l’innovazione nelle aziende

Myti è una realtà IT emergente fondata a Brescia nel 2007 da alcuni giovani ingegneri, fra i quali Gianbattista Schieppati ed Emanuele Cerquaglia. Professionisti che avevano già lavorato e sviluppato progetti innovativi in importanti software house e che nel 2007 hanno deciso di mettersi in proprio, pur continuando a collaborare con altre aziende IT.

“Myti – spiega Giacomo Favagrossa, Direttore Commerciale – realizza progetti su commissione, ma propone anche un’offerta di propri prodotti già pronti”. Un po’ società di sviluppo custom, insomma, e un po’ piccolo vendor che cerca di tradurre le proprie intuizioni, nate spesso dalla collaborazione con clienti finali, in soluzioni innovative.

“Già una decina di anni fa – continua Favagrossa – Myti disponeva di un motore di ricerca “enterprise”, il cui nucleo iniziale era stato sviluppato per un cliente specifico, e poi è cresciuto diventando una vera e propria piattaforma”. Parliamo di Bleen – Enterprise Search, un “motore di ricerca per aziende”, che estrae informazioni da vari repository aziendali per offrire funzioni di ricerca, misura ed esecuzione.

La collaborazione con i clienti, che si sintetizza anche nel motto aziendale “Share the path”, ha condotto negli ultimi anni allo sviluppo di soluzioni quali Myti Sizer e Cloud Rm. “Myti Sizer – spiega il direttore commerciale – è un configuratore di prodotto che, tramite una tecnologia di Ai (intelligenza artificiale), può essere personalizzato anche da utenti non esperti di It”. Cloud Rm, invece, è un sistema di gestione impianti da remoto basato sull’Internet of Things (IoT). Fra gli altri prodotti sugli scaffali di Myti, si segnala anche Bim, un software di business intelligence per il supporto alle decisioni e il controllo delle performance aziendali.

Da una commessa recente da parte di uno studio legale è nata invece Ilex: “una piattaforma verticale che gestisce la totalità delle attività dello studio”. Ilex non si limita alla gestione dei processi documentali e alla fatturazione, ma offre funzionalità di knowledge management che valorizzano la cultura aziendale”, spiega Favagrossa.

Myti vende i suoi prodotti e servizi in modo sia diretto sia indiretto. “Ci teniamo molto alla collaborazione con i grandi system integrator – conclude Favagrossa – perché ci permette di partecipare a commesse che, di solito, non vengono affidate a piccole imprese IT” (Myti chiuderà il 2017 con un fatturato di oltre un milione di euro, un Ebitda pari al 15%, una quindicina di addetti). Basta guardare l’elenco di referenze sul sito www.myti.itper avere la prova che queste strategie hanno già portato la società bresciana nel mondo delle eccellenze di diversi mercati.

Riccardo Cervelli

 

Articolo originale

Intelco è “Company to Watch” Cerved 2016

Cerved consegna al nostro cliente Intelco l’attestato di “Company to Watch” 2016, riconoscendo la capacità dell’azienda di distinguersi dai concorrenti sia per le performance economico-finanziarie sia per la modalità innovativa di esecuzione delle attività di business.

All’interno dell’analisi Databank del settore Gestione e Amministrazione del Personale per conto terzi, il riconoscimento “Company to Watch” viene assegnato ad Intelco motivando la scelta in tre fattori distintivi:

- Completezza della gamma offerta nell’ambito delle HR Solutions

- Costante attenzione all’innovazione del modello di business in termini di flessibilità e servizi a valore aggiunto

- Struttura operativa e distributiva adeguatamente dimensionate

In occasione della consegna il Sig. Plebani, Amministratore Delegato, ha confermato agli esponenti di Cerved l’impegno in innovazione e attenzione al cliente che da sempre contraddistinguono l’operato di Intelco.

Innovazione alla quale Myti darà un importante contributo già a partire dai prossimi mesi.

Stay tuned!

Il progetto Freshmod sul Corriere della sera del 27 aprile 2017

Myti, la refrigerazione passiva vale 819 mila euro

Con un milione di fatturato è possibile  sviluppare un progetto innovativo da 800mila euro? Si, grazie ai finanziamenti di Europa e Regione. È la storia della Myti di via Branze, in città, azienda di software e sviluppo tecnologico che, coinvolgendo Politecnico di Milano, Celantel, Sogemar e Tecnoalirnenti , ha ottenuto il 50% dei fondi necessari per un programma da 819 mila euro che punta a sviluppare un nuovo sistema di trasporto dei prodotti agroalimentari deperibili.

«Il progetto Freshmod risponde al problema della conservazione di queste merci durante la distribuzione: spesso i camion che partono dalle aziende produttrici viaggiano con container semivuoti per evitare il deperimento», spiega il titolare, Gianbattista Schieppati.

«Integrando le nuove tecnologie di refrigerazione passiva (non necessitano alimentazione elettrica) con piattaforme Cloud che consentono di tracciare ogni singolo pacco, i freschi potranno essere trasportati in unità logistiche più piccole. Oggi il 90% dei freschi viene trasportato su gomma, così salirà la quota dei prodotti che viaggeranno su rotaia». Unità più piccole, ben refrigerate e tracciate permetteranno, secondo il team, risparmi ambientali e nei costi di gestione. (v. c.) 

 

Corriere della Sera 27-4-2017 Inserto Brescia

Premio innovazione ai nostri clienti

La scorsa settimana l'Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale del Politecnico di Milano ha assegnato il premio “Professionista Digitale 2016/17” per la categoria avvocati allo studio Toffoletto De Luca Tamajo e Soci.

E’ un risultato importante anche per noi perché, come si legge nella motivazione, iLex è stato un elemento fondamentale del giudizio.

iLex è un gestionale per studi legali, che Toffoletto De Luca Tamajo e Soci e NCTM nel 2013 hanno deciso di sviluppare “in house”. MyTI ha affiancato gli studi nella progettazione del prodotto e poi ne ha eseguito la realizzazione.

 

Qui, la notizia sul sito dello studio.

Il progetto iLEx sul Corriere della Sera del 14 dicembre 2015

Qui l'articolo ;)

Corriere della sera Lunedì 14 dicembre 2015

MERCATI & PROFESSIONI
Svolte Indagine di legalcommunity.it sull'innovazione
Sfide Studi legali: quando il diritto diventa hi-tech

Dal telelavoro ai sistemi di comunicazione agli spazi comuni tra senior e junior: aria nuova per le lawfirm 

DI ISIDORO TROVATO
Innovazione, tecnologica, nuovi paradigmi di gestione.

Anche nel mondo delle professioni ,si cominciano a esplorare nuove dinamiche introducendo schemi discontinui rispetto al passato.

Una delle categorie più sensibili al cambiamento è quella degli avvocati come ha messo in risalto un'indagine condotta da legalcommunity.it.

Ma i riconoscimenti in tal senso arrivano anche dall'estero: a ottobre, per esempio, Toffolello De Luca lamajo, in partnership con Nclm, è stato indicato (unico italiano) tra gli studi <<standout>>  nella tecnologia nell'ambito della survey sugli Innovative Lawyers del Firiancial  Times. I due studi hanno collaborato allo sviluppo dell' iLex system, che integra e automatizza alcune funzioni di base legate alla gestione dello studio e che, di fatto, hanno consentito di far risparmiare fino a due ore al giorno agli avvocati degli studi.

Il progetto iLEX sul Financial Times

NCTM STUDIO LEGALE e TOFFOLETTO DE LUCA TAMAJO E SOCI Gli unici due Studi italiani “Standout” per gli FT Innovative Lawyers Milano, 8 ottobre 2015. Toffoletto De Luca Tamajo e Soci e NCTM sono stati riconosciuti tra gli studi “Standout” nella tecnologia dall’FT Innovative Lawyers, la survey del Financial Times sulle law firm europee più innovative. Unici italiani presenti nel report annuale del quotidiano britannico, gli Studi si sono messi in luce per l’innovazione apportata alle loro organizzazioni, in particolare per il progetto iLex, un nuovo approccio al Legal e Knowledge Management. Per il Financial Times, infatti, «The two Italian firms collaborated to develop the iLex system, which integrates and automates routine functions of running a law firm, saving lawyers up to two hours a day». Il prestigioso risultato nei rankings relativi alla categoria Technology conferma Toffoletto De Luca Tamajo e Soci e NCTM tra i forward thinkers nel panorama legale europeo.

 

 

Seven presenta The Double Digital, lo zaino 2.0 che sa parlare ai giovani

Grazie alla tecnologia iBeacon i ragazzi potranno dotarsi di uno zaino in grado non solo di portare libri e quaderni ma anche di interfacciarsi con gli smartphone per creare esperienze innovative

Conoscete i Beacon Mini? Sono piccoli sensori che permettono a luoghi e oggetti di “parlare” ai moderni dispositivi mobili grazie alla connessione Bluetooth LE tramite cui inviano informazioni contestuali. Ad oggi i Beacon Mini sono utilizzati principalmente per guidare le persone all’interno di musei e grandi aeree culturali ma il trend è quello di renderli sempre più funzionali per un utilizzo privato e decisamente più limitato. La tecnologia da indossare è uno degli ambiti di maggiore interesse che nei prossimi mesi potrebbe acquisire rilevanza a livello globale.

Seven, azienda leader nella produzione e distribuzione di zaini ed accessori per scuola e tempo libero ha lanciato il primo zaino in grado di connettersi allo smartphone. The Double Digital è tutto questo: un accessorio che a prima vista sembra un semplice zaino ma che in realtà nasconde un cuore tecnologico all’avanguardia. Proprio grazie alla presenza di un sensore Beacon Mini, The Double Digital permette di svolgere alcune funzioni uniche interfacciandosi con una specificaapp per smartphone realizzata dall’azienda AppForGood parte di Altea Federation, e con l’hardware prodotto da BlueUp, startup tutta italiana specializzata in soluzioni Bluetooth Low Energy (BLE).

Social – trovare nuove amicizie
Prima di tutto chi acquista un The Double Digital sa di essere entrato in una community esclusiva e in continua evoluzione. Basta infatti trovarsi nelle vicinanze di uno zaino The Double Digital per ricevere sul telefono una notifica che avverte della presenza di un altro The Double Digital nei dintorni. Una volta conosciuto il nuovo amico ci si può connettere su Facebook, Twitter e Instagram, le tre piattaforme social principali.

Spotify – condivisione musicale
Quella dell’adolescenza è l’età in cui si scoprono i propri gusti musicali. Per questo Seven ha pensato a quei ragazzi che vivono la loro giornata al ritmo della propria musica e la vogliono condividere con gli altri. In che modo? Grazie all’integrazione con Spotify chi possiede un The Double Digital può usare il Beacon Mini per inviare playlist specifiche agli amici circostanti che le ricevono automaticamente quando si trovano nel raggio d’azione del dispositivo.

Reminder – prepariamoci per la scuola
Quante volte al mattino, mentre ci si prepara per andare a scuola, si dimentica a casa quel libro o il quaderno dove ci sono gli ultimi esercizi di matematica? Con The Double Digital tutto ciò non accadrà più visto che basterà avvicinarsi allo zaino per ricevere un reminder di tutto ciò che bisogna portarsi dietro. Il sistema è semplice: si scatta una foto o si crea una nota giornaliera con l’occorrente per la scuola e ogni giorno viene visualizzato il messaggio di avviso che metterà la parola fine ad ogni corsa indietro dell’ultimo minuto.

Tante altre funzioni tutte da scoprire. The Double Digital, il primo zaino interattivo by Seven!

Articolo Originale : https://effemeride.it/tecnologia-seven-presenta-double-digital-lo-zaino-2-0-che-sa-parlare-ai-giovani/#

Applicazione Seven per zaini interattivi

Seven sta rilasciando un nuovo modello di Zaino che conterrà un iBeacon e una applicazione iOS ed Android che consente la interazione con lo Zaino:

  • cercalo
  • attiva un'area segreta nella applicazione
  • chiedi l'amicizia al possessore dello zaino
  • vedi le sue playlist di spotify.

Vai al progetto

Managing a rules engine in a human way

We're really doing a very good experience in handling rules engines . Through this project we had to face both the implementation of the rules and the implementation of a system that would allow to generate product configurators easier to use.

A rules engine is " technically " a nice toy . Seeing it run on thousands of conditions in a flash knock impresses IT addicted . And playing writing esoteric rules is a funny game .
In addition , it allows to approach old problems in entirely new ways and , indeed , very effective .

Let's say , however, that like all the " libraries " , deploy this approach at  production level , make it accessible to an audience of humans not so enamored of development requires some features that the rules engine in itself does not provide .

And if the audience of users of the " result " of the rules engine covers extends , well, then we are part of a real production system.

WHAT TO DO TO PUT IN PRODUCTION SYSTEM AS Drools ?

The rules engine used ( Drools ) is a library that can connect to the system of rules defined with Guvnor , generate a Working Memory, take in a series of objects and "shoot " all the rules according to objects inserted .

The result is the creation or removal or modification of objects.

Objects must then be re-read and interpreted out from the working memory .

The main problems that we have identified and tried to overcome are the following

PROBLEM 1 : MANAGEMENT OF THE COMPLEXITY OF MANY "MODELS "

In a production environment, the complexity of the models can change over time and in particular the number of models can grow as you solve problems.

So in a production environment it is very important to be able to define "dependencies" between the models. Be able to  reuse existing models in more complex models without going crazy with cataloging rules and definitions of abstruse priority. 

The context that we experienced for our customer is so that models are defined to select the best product for the customer scanning through many different models and then to configure individual products .

PROBLEM 2: HARD TO LET  THIRD PART SYSTEMS USE DROOLS "AS IS".

Talking with Drools,  respecting the constraints of the system is not so trivial. Un hypothetical third system needs to call the model must be able to do it easily.

I'd say a nice REST layer is the answer.

PROBLEM 3: COMPLEX AND LIMITED DEBUG

Well, debugging provided by Guvnor is not the most immediate of the earth. It is based on creating TEST where you write by hand all object instances, you run the "Test Scenario" and you see the rules fired.

If the combinations of objects inserted are many, work is very huge.

PROBLEM 4: LACK OF SESSIONS PERSISTENCE

If a "remote" user  gets an error during the  use of a Drools session , you must replicate all the entry conditions. Unless there is some clever system that has saved the session and can recall it easily

PROBLEM 5: DIFFERENT RESULTS ON BOUNDARY CONDITIONS CHANGE

In a production environment, the rules are not black boxes detached from the rest of the systems. On the contrary they should change over time, perhaps based on external conditions such as data in a database. And this must be done without having to rewrite the rules.

WHAT HAVE WE DONE TO OVERCOME THE LIMITS?

We have developed an entire system software that can "embed" Drools and filter the use to simplify it.

FIRST PART: A complete SYSTEM for CONFIGURATION MODELS

A central system to manage a repository of models. Every repository contains a reference to a package in Guvnor and defines testing environments or production.

SECOND COMPONENT: JAVA Library for FOR INTRA-MODEL communications

A library instantiable in Guvnor that drives the engine so that you can write rules that call other packages. A model that chooses between products can then generate autonomously a session on another model (configuration of the single product) and receive the output.

THIRD COMPONENT: LAYER REST

The core of the system communicates with the outside by means of calls supported by RESTX rest. Any third system can generate sessions, recall, push objects in drools and read the results, run reports etc.

REST call list provided by the system

FOURTH PART: ADVANCED DEBUG SYSTEM

A full web suite of debugging suite tools showing the execution of each session which rules fired and which errors had.
This feature is particularly necessary when the hierarchy of the models become complex.

The pictures belows show what we read in the debug at every entry of variables in the system (users's choice of options in the web application)

Another component, the coolest is the EXECUTIONS TREE.

Topic of the post is how to manage Rule engine Humanly, or how to make usable a system like drools in a context where there is a human being who must interact. This has been our guiding star that make us decide that a rules system so made had to think about the concept of question and answer: I ask you something, you answer me, based on your response I reckon questions.

This allows you to represent the interaction Man <-> Engine but also a relationship of like  any type of computer system  <-> rules engine. (See here)

This metaphor is crucial and it ALLOWS TO REPRESENT THE BEHAVIOR OF THE SYSTEM ON  A READABLE GRAPH. A Graph that can be calculated by the system and displayed to the user to verify that ALL options combinations are correct.

To calculate the graph the system must go through all the possible combinations of questions - answers and then normalize everything.

An everage product configurator can be up to tens of thousands of nodes to go in testing: a inhumane debugging time which can instead be done by the system. The computation times are still very long but ...


... A good battery of machines in the cloud with Amazon and solve the problem. But that's another story we will tell in the near ... Blog

 

Meanwhile:

Integrare una libreria Java in Guvnor — accesso a database dalle regole di Drools

Ambiente

Durante la realizzazione di una piattaforma basata sul motore di regole per la generazione di un configuratore di prodotto ci siamo imbattuti in una problematica interessante.
Abbiamo deciso di utilizzare Guvnor per permettere al committente di gestire in autonomia le regole di business del proprio configuratore. 
Il sistema di runtime utilizzerà poi i package creati su Guvnor in un engine Drools dedicata.

Abbiamo quindi bisogno che esista un set di dati su cui applicare le regole (potrebbe essere ad esempio un elenco prodotti o un elenco di opzioni) che funzioni sia runtime che in fase di progettazione e test.

Primo approccio

Inizialmente abbiamo realizzato il caricamento di questi dati nell'area di memoria di Drools attraverso un set di regole generate da un file xls.
Questa impostazione purtroppo rende difficile la gestione degli aggiornamenti di questi set di dati. Ogni aggiornamento consistenza di fatti in:

  • esportazione dal gestionale dei dati
  • trasformazione in xls
  • caricamento in guvnor
  • pubblicazione delle modifiche
  • infine utilizzo dal runtime

Pur essendo una situazione buona per testare i modelli di regole in fase di sviluppo, non è sufficientemente flessibile per gestire la manutenzione in produzione del sistema.

Soluzione

La soluzione alla quale siamo giunti prevede la realizzazione di una libreria di funzioni java che possa essere richiamata da una regola Drools e che generi i fatti nella working memory.

creare una libreria in java

Nella creazione della libreria si evidenziano i limiti dell'ambiente in cui viene eseguito l'engine di drools. 

  • non possiamo istanziare la classe
  • non possiamo preconfigurarne il funzionamento
  • classe con metodi statici
  • configurazione della connessione a DB

La nostra classe effettuerà una semplice connessione al db, eseguirà una query sql e ritornerà il risultato sotto forma di un array di mappe.

public class SizerLib {
 static {
  try {
   Class.forName("com.mysql.jdbc.Driver");
  } catch (ClassNotFoundException e) {}
 }

 public static List<Map<String, String>> execQuery(String connUrl,String u, String p, String sql) throws SQLException {
  final List<Map<String, String>> ret = new ArrayList<>();
  final Connection connection = DriverManager.getConnection(connUrl, u, p);
  final Statement selectStmt = connection.createStatement();
  final ResultSet rs = selectStmt.executeQuery(sql);
  final ResultSetMetaData vMetaData = rs.getMetaData();
  while (rs.next()) {
   final Map<String, String> m = new HashMap<>();
   for (int ii = 1; ii <= vColumnCount; ii++) {
    final String vString = rs.getString(ii);
    final String vColumnName = vMetaData.getColumnName(ii);
    m.put(vColumnName, vString);
   }
   ret.add(m);
  }
  return ret;
 }
}

Importare la libreria in Guvnor

deve essere copiata dentro la WEB-INF lib di guvnor o nella lib di tomcat

La libreria viene rilasciata sotto forma di JAR file connettente le classi (una per il momento) che la compongono 

it.myti.DroolsUtils

Usare la libreria in una regola

Per utilizzare la librearia creiamo una regola tecnica (DRL) che ci permetta di scrivere liberamente il testo che compone la regola.

L'accesso alla libreria, una volta inserita nel classpath, avviene senza nessuna previa dichiarazione

when
  $t: java.util.Map() from it.myti.GuvnorLib.query("jdbc:mysql://localhost/dati", "myti", "***", "select * from nometabella")
then
  System.out.println($t.colonna1 + " " + $t.colonna2)

Usare la libreria nel runtime 

In fase di runtime, quando dalla nostra applicazione java inizializziamo l'engine di drools ottenendo le regole da Guvnor, abbiamo bisogno che la libreria sia presente nel classpath del runtime assieme alle librerie di drools .

Riassunto

  • Creare la libreria usando metodi statici
  • Creare un JAR della libreria
  • Installare il JAR nella WEB-INF/lib di guvnor
  • Utilizzare il metodo della libreria in una regola DRL
  • Installare il JAR anche nel classpath dei runtime che eseguiranno le regole

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How to develop a product configurator software using a Rule Engine

The problem

A customer asked us to develop a system to enable its B2B customers to configure the product before putting it in order .

The purchased products are divided into several families and , since the products are controllers of the flow of GAS , the selection criteria depend on physical and chemical complex formulas.

Moreover, the number of options the user requests vary widely from product to product.

Skills for configuration are derived from years of experience of a few people in the customer's staff .

The configurations can change over time and refine as tests on regulators as performed.

STANDARD APPROACH

A beautifull flowchart for any product to be configurated?

A beautifull flowchart for any product to be configurated?

Procedural development of a tree of configurations for each product. Creation of a tailored user interface. 

Pros: strong customization for each product configurator.

Cons:

  • Lack of flexibility: the change of a sequence of options can invalidate what has been developed .
  • Development time is linear with the number of products to be configured: (customer developer analysis hypothesized 2 months for any configurator )
  • No autonomy from developer staff
  • Code little modular: each configurator is self defined and changes of general policies involve the transmission of all mods to all configurators .
  • Long analysis time: the developers of the application , external to the staff of the customer (us) have zero skills in the context of the client's products .

COOL APPROACH!

A beautiful web application that auto-configures talking to a rules engine.

What is a rules engine: Here it is wikipedia

Pro:

  • Strong flexibility: a rules engine is declarative, it is so simple to add rules that alter the flow of the questions in any point of running without losing coherence 
  • Customer's Autonomy, after training on the rules engine
  • Business rules are much more closer to the human logic  than to programming view
  • An application such as the one drawn opens the possibility of extending complex logic also on different platforms with an effort of development thet is not linear with the number and complexity of the configured products

Cons:

  • Standard Interface: The interface of the configurator must be made standard, you need a usability studies that accurately applies to all interactions necessary to configure different models

Well, if I had persuade the customer to follow the first road we would work for years. I have not convinced  him ;)

HOW WE HAVE IMPLEMENTED THE APPLICATION

Technological choices:

We chose the Drools Rule Engine of the Jboss community

Why?

  • It' s open source
  • It has an interface for the designers of the rules that as ugly and not entirely solid as best than teach business people to read XML or java
  • It allows the use rules also in WorkFlow systems such as Jboss JBPM or Bonita
  • Java . It is the language we know best

STRUCTURE OF THE PROJECT

A JAVA application that contains the Drools engine, take care to drive the execution of different sets of rules depending on the product to configure.

Opzione= Option of the question, Variabile= Variable = Value Answered

Opzione= Option of the question, Variabile= Variable = Value Answered

Each Drools model must define a set of objects and must be instantiated ( Asserted ) from the Drools rules so that the JAVA application can list them and then configure itself .

The object types that we have defined as standard are :

  • options
  • variables
  • messages 

The Drools model generates the options that should be displayed to the user, the Java application converts them into user interface requests ( Single choice , input field etc. )

Whenever an option is chosen , Java generates a Variable in the memory area of Drools so that rules can fire and create other  answers with other options .

In then Figure we show a DECISION table rule that specifies all the necessary options for the first configuration . In this figure there are only single-choice questions.

In the following we show some input-box options

In this we see that for a TEXTBOX type we can also define Default values that will be processed by the application to be proposed in the text field 

ERROR HANDLING

Let's assume that one of the textbox requires the date of birth .

Drools generates an object Opzione( name : " date of birth " , type : " textbox " )

The java application reads and displays a form with a field like 

 

date of birth: ____________

 

posting  the form,  the app writes in Drools an object Variable ( name : " date of birth " value " 11/31/2024 " )

At this point a rule says

If there is an object variable $ v = ( name = " date of birth " , value > today )

then

insert   Messaggio ( text : " The birth date must be earlier then today " )
retract ( $ v ).

As simple as that .

an example of this rule in this picture.

FIRST APPLICATION DRAFT

EDIT 20-11-2014

If interested in seeing other evolutions of the application here's another post on the topic "Managing a rules engine in a human way "